Gradara

Borgo dall’aspetto medievale, cinto da mura trecentesche, in una splendida posizione panoramica.

Cessata la dominazione malatestiana, il castello passa agli Sforza e qui visse per tre anni Lucrezia Borgia dopo il matrimonio con Giovanni Sforza. Dopo il periodo sforzesco, Gradara passò ai Della Rovere fino alla devoluzione del ducato di Urbino alla Chiesa. Solo dopo quasi tre secoli di abbandono e incuria fu l’ingegnere Zanvettori che nel 1920 destinò tutte le sue sostanze al recupero del fortilizio che poi passò in proprietà dello Stato Italiano.

Oggi Gradara, offre al visitatore anche la sua duplice cinta di mura e torrioni con le merlature e i camminamenti di gronda ricostruiti. Fra le mura, l’abitato conserva le sue antiche case e chiese. Vuole un’antica tradizione che fra le mura della rocca di Gradara abbia avuto luogo il feroce assassinio di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta ad opera del tradito Gianciotto Malatesta detto “Lo Sciancato”. Antica storia di sangue resa immortale dai celebri versi di Dante Alighieri.